“In quei momenti mi sono sentito nudo, senza vergogna, davanti a Dio”: Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, ricoverato per coronavirus, racconta a “Bel tempo si spera” su Tv2000 la sua esperienza di malato e il suo dialogo con il Crocifisso della stanza d’ospedale Gravina.
In sua compagnia, in questo periodo in ospedale, c’è la Croce di San Damiano. “Con quel Crocifisso, nelle ore, i giorni e soprattutto le notti lunghe e oscure, ho dialogato molto. All’inizio gli ho chiesto “Perché?”, poi ho trovato la risposta: “È per te” e l’invito “Non avere paura di salire e di stare con me”.
«La cosa più difficile da vivere insieme – prosegue il vescovo – è stata la Pasqua. Seguirlo in questo nuovo e lucente cammino di vita è stato lungo e faticoso. La mia corsa alla tomba è stata più lenta di quella di Giovanni e Pietro. Mi sono preso i miei tempi e ho seguito la mia lentezza. Questa volta non volevo che fosse Pasqua senza esserlo in me, chiedevo che fosse vera, che fosse mia. Alla fine ho ricevuto la grazia di mettermi in cammino per scoprire ciò che, in modo così sorprendente, Lui aveva preparato».
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