Migranti, post choc di consigliere Scordia. La vicenda finisce in Parlamento

“Il Tar annulla il decreto Musumeci, il giudice di sinistra sta con i negri positivi”. Questo il post pubblicato su Facebook dal consigliere di maggioranza comunale, di destra, di Scordia, nel catanese, Rocco Pernice, a poche ore dalla decisione del giudice del Tar, Maria Cristina Quiliotti, che ha sospeso l’ordinanza del presidente della regione Sicilia. Un post che ha scatenato una indignazione generale che ha attraversato come un fiume in piena i social ma anche provocato la reazione di alcune forze politiche presenti all’interno del Consiglio Comunale.
In una città che da anni accoglie i migranti e che ha un centro Sprar ed un centro di prima accoglienza gestiti da due cooperative e con i benefici che sono anche arrivati dal Ministero degli Interni con una premialità economica utilizzata dalla stessa amministrazione comunale arriva la presa di posizione del M5S che a firma del deputato nazionale Eugenio Saitta e della portavoce in consiglio comunale, Maria Contarino, hanno inviato una lettera al sindaco Franco Barchitta e per conoscenza al presidente del massimo consesso civico, Vincenzo Barchitta in cui si chiedono prima le scuse e poi le immediate dimissioni del consigliere.
«Come Movimento, come cittadini e, prima ancora, come esseri umani non possiamo restare in silenzio, l’istigazione all’odio razziale – afferma Saitta – è quanto di più indegno possa esserci per una cittadinanza civile che dovrebbe esser volta all’inclusione e non al disprezzo dell’altro, chiunque esso sia». Stessa richiesta anche da parte del consigliere di Scordia Bene Comune, Eugenio Russo. Il post è stato rimosso dai gestori del social ma è diventato virale, come virali sono diventate anche le parole di giustificazione del consigliere Pernice che ha affidato le sue motivazioni ad un post sempre sui social: “La parola”negri” è un espressione per indicare un soggetto. Accusare qualcuno di razzismo perché usa la parola “negri” è molto facile. Sono razzisti coloro che fanno finta di niente in merito al maltrattamento di immigrati presso i centri che rappresentano un vero degrado”. Lapidario, infine, il commento del giornalista e scrittore di Avvenire, lo scordiense Nello Scavo: “Il neofascismo spiegato in quindici parole”.
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