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Sabato 21 novembre la festa regionale della Macchia Mediterranea al bosco di Santo Pietro. A dimora 96 alberelli

redazione caltagirone

Sabato 21 novembre la festa regionale della Macchia Mediterranea al bosco di Santo Pietro. A dimora 96 alberelli

giovedì 19 Novembre 2020 - 14:14
Sabato 21 novembre la festa regionale della Macchia Mediterranea al bosco di Santo Pietro. A dimora 96 alberelli

Si terrà sabato 21 novembre, a partire dalle 10,30, nella base dell’associazione “Il Ramarro”, all’interno del bosco di Santo Pietro, a Caltagirone, la I Festa regionale della Macchia mediterranea, in coincidenza con la ricorrenza della Giornata nazionale degli Alberi. Previsti gli interventi di rappresentanti di diverse istituzioni, all’insegna dello slogan: “Per una Sicilia libera dagli incendi boschivi che distruggono il nostro capitale naturale, costruiamo il bosco nuovo insieme ai nostri figli”. Per l’occasione, a cura del Comitato promotore della “Carta di Caltagirone”, verranno messi a dimora 96 alberelli di un anno, tutte appartenenti alla macchia mediterranea, uno per ciascuno dei centri che hanno finora aderito alla iniziativa dei “Comuni Custodi”, intrapresa nel novembre del 2016.
L’evento, promosso dall’associazione di educazione e volontariato ambientale “Ramarro Sicilia (presidente Renato Carella), è patrocinato dal Comune di Caltagirone.
La manifestazione potrà essere seguita online dalla pagina www.cartamacchiamediterranea.it. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si svolgerà oggi, giovedì 19 novembre, dalle 17, su: bit.ly/36x7mmY ID riunione: 865 3008 1078 Passcode: 781701 (diretta facebook sulla pagina www.cartamacchiamediterranea.it).
Con una deliberazione del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci datata 28 novembre 2019, la Giunta regionale di Governo ha istituito, per la Sicilia, la Giornata regionale della Macchia mediterranea in coincidenza con la ricorrenza della Giornata Nazionale degli Alberi che cade in Italia il 21 novembre di ogni anno. ”L’ambito riconoscimento – si sottolinea dal Comitato promotore della Carta dei Comuni custodi della Macchia mediterranea – arriva a seguito della richiesta, risalente al mese di agosto 2019, dell’associazione Ramarro Sicilia e sottoscritta dal Comitato promotore della Carta dei Comuni custodi della Macchia mediterranea; documento presentato nel novembre del 2016, di cui è primo firmatario il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo e al quale hanno finora aderito 96 Comuni siciliani e diversi altri enti sia pubblici che privati come parchi nazionali e regionali, università, associazioni e ordini”.
La Macchia mediterranea, come si afferma nell’atto deliberativo “costituisce uno degli ecosistemi più importanti del pianeta perché, a fronte della modesta incidenza territoriale (2%) accoglie ben il 20% delle specie animali e vegetali… La Comunità scientifica riconosce la Macchia mediterranea quale elemento fondamentale per il contrasto all’inquinamento ambientale da tutelare proprio per la sua esposizione a rischi significativi quali gli incendi e la progressiva desertificazione”. Con lo stesso provvedimento la Giunta di Governo ha previsto la istituzione, presso l’assessorato regionale dell’Agricoltura, di un “Comitato per la Macchia mediterranea”, che sarà presieduto dall’assessore regionale per l’Agricoltura.
“La deliberazione firmata dal Governatore – si sottolinea ancora dal Comitato – riconosce dignità e valore al progetto – Macchia mediterranea e ne amplifica gli orizzonti non solo riguardo agli aspetti celebrativi, ma anche quelli della ricerca e della gestione della risorsa ambientale nelle sue varie articolazioni. Come Comitato promotore della Carta dei Comuni custodi della Macchia noi riconosciamo a questo Governo sensibilità e lungimiranza sui temi della tutela ambientale con risvolti anche culturali, educativi e di civiltà.
A nostro avviso il provvedimento apre anche concrete speranze di recupero per alcune aree a macchia strategicamente, storicamente e paesaggisticamente rilevanti, ancorché degradate; esso fa anche balenare possibilità di produzione di redditi da economia mista, agroforestale, compatibili con la vocazione di territori come ad esempio quello del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone e dei Monti Peloritani a Messina e di tanti altri nella nostra Isola. Siamo consapevoli di attraversare un momento difficile e di grande incertezza; ma se la pandemia che sta imperversando potrà impedirci di essere insieme dal vivo, non potrà mai costringerci a rinunciare in silenzio a un momento così importante e significativo per il riscatto del nostro capitale naturale così straordinario e così fortemente minacciato dalla piaga degli incendi e della speculazione fine a se stessa”.
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