Domani, mercoledì 26 ottobre, Assoesercenti Sicilia – Unimpresa scenderà in piazza con i propri associati assieme a tutte le associazioni di categoria che hanno aderito, commercianti, lavoratori e sindacati, per manifestare contro il caro bollette che sta costringendo numerose attività ad abbassare la saracinesca. L’appuntamento è alle ore 10 in piazza Università a Catania, nell’ambito della manifestazione intitolata “Non stacchiamo la spina. Catania vuole vivere”.
«Il caro energia è diventato insostenibile: anche nel nostro territorio – afferma il dott. Salvo Politino, presidente Assoesercenti Sicilia – Unimpresa – l’aumento delle bollette di luce e gas per le aziende del settore della ristorazione, del turismo, del commercio e dei servizi, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte attività, con la conseguenza di un disastro economico ed occupazionale. L’impatto della crisi energetica, dopo quella pandemica, sarà durissimo, e molte attività sono già al collasso e rischiano la chiusura. Il nuovo governo deve, come priorità assoluta, affrontare il caro energia e trovare soluzioni con l’Europa».
Subito dopo il sit in, Assoesercenti Sicilia – Unimpresa presenterà le proprie proposte in Prefettura, affinché arrivino ai nuovi governi regionale e nazionale.
Le proposte:
Per la distribuzione alimentare, per i bar e i ristoranti, per gli alberghi, per gli artigiani e per gli industriali i costi energetici sono aumentati vertiginosamente: dal 300% al 600%. E il caro carburanti colpisce duramente tutta la filiera del trasporto. Questo aumento dei costi attraversa trasversalmente tutto il sistema imprenditoriale. Per far fronte al problema in maniera più incisiva serve un Energy recovery fund, un tetto al prezzo del gas e la riforma dei meccanismi e delle regole di formazione del prezzo dell’elettricità. Per contrastare l’impennata dei prezzi energetici si chiede che il credito d’imposta del 30% per i cosiddetti “non energivori”, destinato a contenere l’impatto delle bollette elettriche, venga esteso nel tempo e aumentato al 40%. Andrebbe, inoltre, previsto un più forte ristoro per quelle bollette con incrementi dei costi dei consumi elettrici superiori al 100%. Ma non solo, tra le misure necessarie per supportare le imprese, dovrebbe esserci un rafforzamento degli strumenti di garanzia, la ristrutturazione dei prestiti, il rinnovo delle moratorie creditizie e l’allungamento di altri 24 mesi dei periodi di pre ammortamento previsti per i finanziamenti già erogati.
Alla Regione Siciliana Assoesercenti Sicilia – Unimpresa chiede nuove misure, tramite l’Irfis, che prevedano un contributo a fondo perduto del 70% sugli incrementi del prezzo dell’energia per l’anno 2022 rispetto al 2021 e un finanziamento a tasso 0% con 24 mesi di pre ammortamento per il restante 30%. Si chiede, inoltre, un ulteriore allungamento di 24 mesi del periodo di pre ammortamento sulle misure Covid già erogate a favore delle imprese beneficiarie. E, ancora, dovrebbero essere riproposte e prorogate le norme emergenziali del periodo pandemico in materia di riduzione del capitale e di sospensione temporanea degli ammortamenti, e andrebbe consentito un ammortamento pluriennale dei costi energetici.
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