Truffa del “finto Carabiniere”: anziana consegnò 18 mila euro e gioielli, arrestato un 38enne grazie al DNA lasciato su un bicchiere – Caltagirone Oggi – l'informazione del Calatino sempre aggiornata

Truffa del “finto Carabiniere”: anziana consegnò 18 mila euro e gioielli, arrestato un 38enne grazie al DNA lasciato su un bicchiere

redazione caltagirone

Truffa del “finto Carabiniere”: anziana consegnò 18 mila euro e gioielli, arrestato un 38enne grazie al DNA lasciato su un bicchiere

sabato 11 Luglio 2026 - 14:46
Truffa del “finto Carabiniere”: anziana consegnò 18 mila euro e gioielli, arrestato un 38enne grazie al DNA lasciato su un bicchiere

SAN MICHELE DI GANZARIA (CATANIA) – Si sarebbe presentato a casa di un’anziana dopo una telefonata orchestrata con il collaudato metodo del “finto Carabiniere”, riuscendo a farsi consegnare 18 mila euro in contanti e numerosi gioielli in oro. A distanza di mesi, le indagini dei Carabinieri hanno consentito di identificarlo anche grazie al DNA lasciato su un bicchiere di plastica utilizzato durante la permanenza nell’abitazione della vittima. Per questo un 38enne è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di San Michele di Ganzaria, con il supporto dei militari della Compagnia di Catania Fontanarossa, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Caltagirone su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo è gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana. La truffa del “finto Carabiniere”
L’inchiesta nasce dalla denuncia presentata da una donna di 69 anni, residente a San Michele di Ganzaria, rimasta vittima della truffa il 14 novembre 2024.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, condivisa dal Gip nella fase cautelare, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da un complice che, fingendosi un appartenente all’Arma dei Carabinieri, le avrebbe comunicato che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per evitargli presunte conseguenze giudiziarie, sarebbe stato necessario consegnare immediatamente una consistente somma di denaro.
Contemporaneamente, anche la figlia della vittima sarebbe stata tenuta lontana dall’abitazione con il pretesto di recarsi prima in caserma e poi negli uffici comunali, rimanendo costantemente impegnata al telefono per impedirle qualsiasi verifica.
In quel frangente un secondo uomo si sarebbe presentato nell’abitazione qualificandosi falsamente come consulente dell’azienda presso cui lavorava il figlio dell’anziana. In due diversi accessi sarebbe così riuscito a farsi consegnare 18 mila euro in contanti e diversi monili in oro. Le indagini e la svolta grazie al DNA
Determinante è stata la tempestività degli accertamenti svolti dai Carabinieri della Stazione di San Michele di Ganzaria. Durante il sopralluogo effettuato subito dopo la scoperta della truffa, i militari hanno sequestrato un bicchiere di plastica dal quale il presunto truffatore aveva bevuto mentre si trovava in casa della vittima, lasciando inconsapevolmente una traccia biologica.
Parallelamente, gli investigatori hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, riuscendo a documentare gli spostamenti dell’uomo, individuare il veicolo utilizzato per raggiungere il paese e ricostruire i suoi movimenti nelle due visite effettuate nell’abitazione della pensionata.
Le verifiche nelle banche dati hanno poi consentito di collegare il mezzo all’odierno indagato, la cui fisionomia è risultata compatibile con quella ripresa dalle telecamere.
La conferma definitiva è arrivata dagli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Catania e dal RIS di Messina. Il profilo genetico estratto dal bicchiere è risultato perfettamente coincidente con quello del 38enne, dopo il prelievo biologico disposto dall’Autorità giudiziaria.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Caltagirone ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo la custodia in carcere. L’uomo è stato quindi condotto nella Casa circondariale di Caltagirone.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
[image: image.png]
[image: image.png]