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redazione caltagirone

giovedì 19 Marzo 2020 - 16:14

Dieci anni di mons. Peri da vescovo di Caltagirone. Ecco le celebrazioni ma con rigore

E DELL’INIZIO DEL SUO SERVIZIO PASTORALE IN DIOCESI

Ai rev. Presbiteri, Diaconi, Religiosi e Religiose,

alle Comunità Parrocchiali, alle Associazioni, Gruppi e Movimenti e a tutto il popolo di Dio della Chiesa che è in

CALTAGIRONE

Carissimi, è ancora vivo nella memoria e nel cuore di molti quel luminoso pomeriggio di primavera del 20 marzo 2010 quando con esultanza la nostra chiesa calatina si preparava ad accogliere il nuovo Pastore come una gioiosa promessa: Mons. Calogero Peri, giovane vescovo dei frati minori cappuccini giungeva a Caltagirone, accolto col calore unanime di un popolo generoso e fedele. Sulla cattedra di San Giuliano saliva come quindicesimo Pastore un figlio di San Francesco dallo sguardo buono e dal sorriso accattivante, che avrebbe conquistato rapidamente la stima e il cuore di tutti.

Quest’anno, decimo anniversario di quel 20 marzo, tutto non potrà ripetersi con la stessa esultanza. I drammatici eventi che stiamo vivendo insieme al resto del Paese, dell’Europa e del mondo a motivo del “coronavirus”, minaccia insidiosa che sta travolgendo e stravolgendo la vita di tutti, stanno parlando il linguaggio inquietante del disagio generalizzato; i luoghi della socialità svuotati e deserti, gli equilibri e le dinamiche sociali e relazionali gravemente compromessi fin negli aspetti quotidiani più intimi e familiari, un disagio che si allarga alle Chiese chiuse e alle celebrazioni, care alla tradizione popolare, ‘vietate’. Tutto ‘sospeso’, e l’esortazione insistente a rinchiudersi nella solitudine delle nostre abitazioni, smarriti, disarmati, indifesi e – perché no? – anche spaventati.

Perciò questo 20 marzo 2020, sarà vissuto e celebrato ‘a distanza’, in assoluta sobrietà, e nella modalità inedita della virtuale sacramentalità resa possibile dai collegamenti mediatici.

Alle ore 19,00 tutta la diocesi, per sentirsi in comunione, è invitata a raccogliersi spiritualmente come Chiesa invisibile attorno al Vescovo, che celebrerà la Santa Eucaristia nella sua cappella del Vescovado. Il collegamento mediatico possa tessere una invisibile rete virtuale di affetto e di preghiera, dando vita ad una comunità/chiesa invisibile, ma non meno vera per la ricchezza dello Spirito, come quella celeste che tutti ci comprende sempre nel Mistero.

La Celebrazione Eucaristica sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube e sulla Pagina Facebook della Diocesi. Contemporaneamente sarà trasmessa in diretta TV da TVR Xenon (canale 289) e il giorno seguente sarà trasmessa in differita su Tele Pegaso (canale 812, sabato alle 12 e alle 18) e su Tele Radio Vita (canale 210, Sabato alle 19).

La modalità mediatica non sia vissuta come frustrazione. La pienezza di gioia e infinta gratitudine al Signore che ci deve animare ha una forza più grande. Se quest’anno il Signore ci ha chiesto di celebrare questo giorno con sofferta modalità ‘da esiliati’, lontani gli uni dagli altri e isolati nelle nostre abitazioni, facciamo in modo che queste diventino per un momento una straordinaria cattedrale di Fede e di amore, un insieme di piccole cattedrali domestiche, dalle quali salga con la preghiera e la comunione spirituale l’impegno e il proposito di ribadire tutti, ciascuno a suo modo e col suo carisma, uno slancio spirituale e pastorale rinnovato, per riprendere con sapiente umiltà e audace intraprendenza, il cammino della nostra esperienza di Chiesa, chiamata a trasformare una condizione di angoscia e sofferenza condivisa con tutti in opportunità, nel segno di un discepolato docile e generoso che attraverso l’obbedienza della croce intravvede e pregusta l’alba certa della Risurrezione.

Ci sarà tempo per bilanci e valutazioni. Quel che conta oggi è riscoprire fortemente la funzione teologica e il ruolo determinante del servizio episcopale nella Chiesa, come ricorda l’assioma di Sant’Ignazio di Antiochia: “Nulla senza il Vescovo”. Essenziale dinamismo per riscoprirci innanzitutto come Comunità di clero e fedeli, ordinatamente edificata nella Carità dallo Spirito, nella comunione sacramentale con Colui che il Signore ha inviato a noi come fratello, per noi come “Vescovo” che presiede ad ogni azione ed intenzione del vivere credente. Dimensione spirituale che ci fa forti e che, mentre consegna al Signore quanto insieme a Lui e nell’obbedienza operosa è stato possibile fare, consegna a ciascuno nel suo ruolo quanto resta da fare. Perciò serve come non mai “immaginare” un futuro nuovo e possibile nella dinamica sinodale di comunione, collaborazione e progettualità aperte ad una evangelizzazione nuova, aperta alle istanze della missionarietà. 
Don Gianni Zavattieri Vicario Generale

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